domenica 24 febbraio 2013

Elezioni, la prima a perdere è la comunicazione politica. Lontana dai cittadini

L'idea che da domani sera l'Italia cambierà volto non convince gli italiani
Il timore più diffuso è che da questa tornata elettorale non non esca nessun vincitore, mettendo da parte le inevitabili analisi relativistiche che si affacceranno sulla scena pubblica immediatamente dopo lo spoglio.

Non che sia il peggiore dei mali. Siamo un popolo disorientato e questo è il vero dramma.

La prima grande sconfitta è già percepibile alle prime luci dell'alba di oggi, domenica 24 febbraio 2013, prima giornata di voto.

La campagna elettorale non è stata efficace. 

Che siano le strategie di Monti, Berlusconi, Meloni, Grillo, Ingroia e compagnia (ognuno per carità ha avuto i suoi momenti felici e le cadute di stile) ma il fatto concreto e tangibile è che gli italiani stamane non sanno ancora chi votare.

Sono spaesati, confusi, non hanno punti di riferimento. E questo, bando qualsiasi critica peculiare, vuole dire solo una cosa: che i movimenti per quanto abbiano messo in campo forze, energie e soldi, non hanno saputo conquistare davvero

Siamo dentro la rivoluzione. Qualcosa sta cambiando. Gli ideologismi appartengono ormai al secolo scorso. Siamo in una nuova era. Ma ancora dobbiamo capirla.

Un'analisi attenta dei mutamenti, dei bisogni delle persone, dei loro canali di ascolto, dunque, sarebbe stata opportuna e avrebbe certamente prodotto effetti migliori.

Penso all'esigenza, ad esempio, della nuova comunicazione pubblicitaria, di avvicinarsi agli individui. Il potenziale cliente di Coca-Cola, mettiamo, se ne frega altamente se la bibita lancia un prodotto bello, buono e accattivante. Quello che conta oggi è che quella bevanda soddisfi una sua necessità. 

Sono i meccanismi affascinanti di quello che in gergo creativo viene chiamato "insight" (termine preso in prestito dalla psicologia) e che in sostanza mete al centro i bisogni delle persone. Sulla stessa linea si muovono gli strumenti che abbiamo disposizione per comunicare: i social network, decisamente orientati all'individuo e le strategie di marketing di prossimità come la guerrilla.

Un bell'esempio è quello dei più recenti spot Nivea che circolano nella rete.

Qui i pubblicitari si sono divertiti ad irrompere nella vita di persone comuni, in attesa all'aeroporto, con uno scherzo al cardiopalma che li ha resi protagonisti. 
http://www.youtube.com/watch?v=_gWk_yKtEdo

Un progetto nato dall'ascolto delle esigenze della gente, come lo spot interattivo che propone un primo appuntamento a cena dove l'utente può decidere di mettere in difficoltà la povera ragazza, che però saprà sempre come cavarsela perché indossa il deodorante Nivea.
http://www.youtube.com/watch?v=XpO0eoh3hGs

L'esplorazione di nuove vie di comunicazione orientate alla persona è l'unica strada percorribile oggi per poter conquistare il proprio pubblico. Lo stesso, ne sono convinta, vale per la comunicazione politica.

Ma questa campagna elettorale ha mancato il segno. I cittadini non si sentono protagonisti. E oggi, sono confusi più che mai.